L’ASSESSORA FERRETTI DÀ IL BENVENUTO ALLA NEONATA ASSOCIAZIONE PARKINSON SIENA

Presenti in conferenza stampa il presidente Angiolino Guerrini, il neurologo Simone Rossi e il direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi, Alessandro Rossi

 

<<Accogliamo con favore la nascita di questa nuova associazione, nella consapevolezza che i percorsi di welfare si costruiscono con le persone e si calibrano sui loro bisogni concreti>>. Con queste parole, stamani l’assessora alla Sanità e alle Politiche sociali, Anna Ferretti, ha introdotto in sala Maccherini di Palazzo Berlinghieri la conferenza stampa di presentazione dell’associazione Parkinson Siena alla presenza del suo presidente, Angiolino Guerrini, del neurologo professor Simone Rossi e del professor Alessandro Rossi, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuroscienze dell’Università degli Studi di Siena.

Con il trasferimento della gestione degli Albi del Terzo Settore al Comune di Siena, in qualità di capoluogo, nell’ambito del processo di riforma istituzionale che ha interessato le Province, <<l’Amministrazione – ha aggiunto l’assessora – ha il massimo interesse a favorire la nascita e lo sviluppo di tutti quei soggetti associativi, come questo, che, esercitando forme di democrazia e partecipazione, favoriscono la ricerca di soluzioni e di risorse in ambito sociale e assistenziale>>.

L’associazione Parkinson Siena, con sede in via del Porrione negli stessi locali dell’Arciconfraternita di Misericordia, è nata lo scorso 12 gennaio su iniziativa di 20 soci fondatori ed è aperta il lunedì dalle 18 alle 19. Come affermato dal presidente Guerrini <<si pone l’obiettivo di far conoscere la patologia e aiutare le famiglie a percepire con pienezza il diritto alla vita e a non emarginarsi, perché occorre riuscire a convivere con la malattia in una condizione ove possa realizzarsi la migliore qualità della vita possibile>>. Oltre alla redazione e alla diffusione online di una newsletter sulla sindrome e sull’evoluzione delle cure, l’associazione Parkinson Siena sarà impegnata nella sensibilizzazione dei medici di base, delle strutture socio-sanitarie e degli uffici pubblici, per quanto riguarda le possibilità di collaborazione, e del Servizio comunale preposto alla mobilità cittadina. Molte le linee di azione sulle quali sarà chiamata a lavorare: dal sostegno fisico e psicologico all’assistenza domiciliare, dalla conciliazione con il lavoro all’educazione alimentare, fino alla promozione di attività ludiche come corsi di canto, ballo e yoga.

Circa 300mila casi a livello nazionale, dei quali 1.500/2.000 nel territorio provinciale senese: questi i numeri che fotografano la malattia di Parkinson, <<la quale – come l’ha descritta il professor Simone Rossi – si presenta in forme variegate e della quale è difficile individuare in modo univoco il fattore scatenante, dal momento che soltanto nel 10% dei casi si tratta di eredità genetica>>. Rossi ha parlato dell’attività del Centro Parkinson dell’Unità di Neurologia e Neurofisiologia Clinica delle Scotte, attivo dal 1996 e con oltre 1400 pazienti in database, dove si passa dalla diagnosi precoce con consulenza genetica alla definizione di terapie per la fase precoce e avanzata, compresa la possibilità di interventi chirurgici che possano concorrere al miglioramento della qualità della vita. <<La nascita di associazioni come questa – ha aggiunto – è di buon auspicio affinché l’attività riabilitativa di gruppo possa essere svolta anche fuori dagli ospedali>>.

Durante l’appuntamento di stamani sono stati citati anche i due libri scritti sull’argomento da Angiolino Guerrini: “Parkinson insieme” e “Parkinson: insieme la vita continua!”, editi nel 2016 (Bordeaux). Il professor Alessandro Rossi, che ha curato la recensione del secondo, lo ha definito <<un volume che parla del valore della consapevolezza con la quale il malato deve ricostruire il proprio modo di rapportarsi al mondo. Il libro è un richiamo, un appello a non chiudersi dentro la malattia, ma ad aprirsi alla conoscenza di essa, senza umiliazioni: perché il Parkinson limita i movimenti ma non la dignità e l’identità di uomini e donne>>.