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Dal 5 al 31 ottobre, opere di artisti internazionali e qualche sorpresa tutta senese, per la quinta edizione di Cavalli d’Autore  al  Santa Maria della Scala

In questo ottobre 2023 ricco di iniziative dedicate al cavallo, torna l’appuntamento ormai diventato tradizionale per l’autunno senese, che vede il cavallo protagonista indiscusso della mostra collettiva d’arte al Complesso Museale Santa Maria della Scala, in piazza Duomo.  La mostra – inserita nel programma “Go-kart 2023” nel ricordo di Brio, voluto da Stefano Berrettini –  vuole esprimere  l’amore profondo che da sempre lega la città di Siena al cavallo, che per  la sua bellissima forma anatomica e la grazia dei movimenti, è sicuramente uno degli animali più raffigurati nell’arte. Da Canada, Stati Uniti,  Repubblica Ceca, Olanda, Bulgaria e Albania, italiani e  senesi, gli artisti presenti raffigurano il cavallo attraverso la loro visione più intima, con tecniche diverse di pittura e scultura. Un omaggio per un   animale simbolo di bellezza, da sempre protagonista della vita dei senesi.

Per questa edizione espongono: Turi Alescio, Tommaso Andreini,  Lara Androvandi, Giorgio Bisanti, Rosanna Bonelli (Rompicollo), Sara Cafarelli, Elena Conti,   Roberto di Jullo, Ilaria Di Meo, Renato Ferretti, Vittorio Fosi, Carol Marano, Fabio Mazzieri, Stephen McGarva, Claudia Nerozzi, Rosalba Parrini, Sandra Petreni, Rita Petti, Tano Pisano, Iva Todorova, Manuel Vermeire, Massimo Stecchi, Jules Vissers, Armand Xhomo.

Come negli anni passati ci sono artisti che hanno dipinto il Palio, perché i senesi amano incontrarli di nuovo, legati spesso  dal ricordo magico  di una  vittoria, forse li sentono parte delle loro esperienze e per questo entrano volentieri al museo per vedere le loro opere. Così ci sarà l’opera ‘La Doma’, del pittore incisore e scenografo Roberto di Jullo autore del drappellone del luglio scorso vinto dalla Contrada della Selva. Ma ci saranno anche Fabio Mazzieri (luglio 1985) con ‘Memorie sovrapposte’, Rita Petti (luglio 2005) con ‘Rivelazione’ αποκάλυψη,  Claudia Nerozzi (luglio 2013) con ‘L’appuntamento’, Rosalba Parrini (luglio 2014) con ‘Battaglia Grande’ Tommaso Andreini (luglio 2016) con ‘I tre Terzi’ , Massimo Stecchi (luglio 2019) con ‘Sogno il tuo volo’ dipinto durante la sospensione del Palio  causata dalla pandemia.

A loro si aggiungono artisti come Jules Vissers, olandese, designer e artista, che “pettina” i suoi lavori, lei infatti non usa vernici o pigmenti  ma fili che intreccia e tesse, creando degli straordinari arazzi moderni. Ilaria Di Meo, napoletana naturalizzata senese, presente con ‘Il filo dei ricordi’ un’originalissima opera scultorea – un pony a grandezza naturale – realizzata con fili intrecciati di colori primari, ispirata dal suo desiderio di bambina di possedere un pony.

Quadri e sculture, tecniche diverse. Così si possono ammirare due teste di cavallo di Tano Pisano, eclettico artista  siciliano di nascita, giramondo per vocazione, che ci stupisce con un’opera in meccano, tipica della sua produzione, realizzata come il vecchio gioco, assemblando  elementi metallici perforati, viti, dadi e bulloni e con “Donna con coda di cavallo” che propone un’altra tecnica della sua espressione artistica,  il bronzo.

Lara Androvandi, di Piombino, è presente con un’opera dal titolo “Anima”:  parte della carta che l’artista ha utilizzato per lo sfondo del muso del cavallo,  è stata decorata con la tecnica Ebru di pittura sull’acqua, dai bambini ricoverati nel reparto di “Oncologia Pediatrica – Neurochirurgia” del Policlinico Universitario Gemelli di Roma,  diretto dal Prof.  Ruggiero, reparto al quale l’opera verrà donata dopo l’esposizione a Siena.

Sandra  Petreni non poteva mancare in questa esposizione dedicata al cavallo, con ‘La grande bellezza’ perché la sua vita e la sua arte sono completamente assorbite da questo affascinante quadrupede. Carol Marano, da New York propone una scultura in terracotta “Wellinghton”, e Turi Alescio ‘Il candido abbraccio’ un’opera in vetroresina di forte impatto. Dal Canada Stephen McGarva espone ‘Arabian’ un grande disegno interamente realizzato con la penna da disegno tecnico Rotring Isograph da 0,10 mm.

A differenza degli altri artisti presenti con quadri molto grandi, il giovane  Manuel Vermeire propone una piccolissima xilografia ‘Il ritorno alla Mancia’,  riproponendo il bulino, tecnica quasi estinta ma  riconosciuta a livello mondiale e patrimonio dell’umanità. Renato Ferretti espone la scultura ‘Profilo equino in ferro buttato’ una scultura dedicata al cavallo, mentre lo scultore  romano Giorgio Bisanti è presente con ‘Cavallo e  cavaliere’ una terracotta fatta con la terra di Siena. Con al suo attivo presenze al Louvre e al Moma, la senese Sara Caffarelli espone  ‘Le vent de la liberté’ una tela   che evoca  la street art e i graffii; Vittorio Fosi è presente con  un collage di cavalieri ad acquerello; Iva Todorova, con ‘Galoppo dorato’ opera che vede al centro un purosangue nero illuminato dalla foglia oro. Novità di questa edizione anche la presenza  di Arman Xhomo pittore e scenografo albanese, con ‘Palio’ un  grande dipinto pieno di forza e di movimento, infine  Elena Conti, curatrice della mostra,  espone ‘Agapanthus’, un cavallo bianco che bruca fra i fiori.

Ma la vera chicca di questa edizione è la presenza di Rosanna Bonelli Flamini, conosciuta a Siena  come  Rompicollo, che espone una sua opera del 1962, “L’ippodromo delle Cascine” – olio su tela. Questa signora quasi novantenne, che ancora oggi monta regolarmente a cavallo, nel 1957 prese parte a tre prove e al Palio  e fu segnata ufficialmente con il soprannome Diavola, anche se a Siena tutti la conoscono come Rompicollo. La Domenica del Corriere dedicò la copertina alla storia di Rompicollo e agli eventi legati al Palio di quell’agosto 1957. La sua opera esposta al Santa Maria della Scala è un delizioso quadro pieno di dettagli, dai colori vivaci, che fa un fermo immagine di una giornata all’ Ippodromo delle Cascine. Quella palazzina liberty oggi  non c’è più, sostituita da un edificio moderno negli anni ’80; il quadro che era stato donato, poi era scomparso  dopo la morte dei proprietari, ma è stato  fortunosamente ritrovato in un mercatino dell’antiquariato e fino al 31 resterà esposto al Santa Maria della Scala.

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