“Fare scuola al museo”: il Comune di Siena porta i bambini del Santa Marta al Santa Maria della Scala

L’iniziativa dal 5 al 7 dicembre. L’assessore all’istruzione Benini: “Un’opportunità che mi auguro possa diventare un appuntamento fisso anche per le altre scuole comunali”

“Fare scuola al Museo: la scuola dell’infanzia comunale Santa Marta incontra il Santa Maria della Scala”, è questo il nome dell’iniziativa formativa voluta dall’assessorato all’Istruzione e curata dal coordinamento pedagogico del servizio progetti educativi e dal Museo per bambini di Siena che vedrà coinvolti i piccoli del plesso Santa Marta. Un’esperienza unica, legata all’arte, che vivranno, il 5, 6 e 7 dicembre, anche grazie alla Nobile Contrada dell’Aquila che ha messo a disposizione, per l’occasione, alcuni spazi tra i quali l’orto del Verchione e il circolo Il Rostro.

“Un’idea quella di accorciare le distanze tra cultura e infanzia – ha commentato l’assessore Benini – già maturata in me la prima volta che ho visitato il Museo a loro dedicato e, che oggi si è trasformata in un’opportunità concreta dettata anche da esigenze organizzative legate all’inizio dei nuovi lavori pubblici nel quartiere di San Miniato”.

“Mi auguro che questo sia solo l’inizio – ha continuato l’assessore – di un progetto più ampio capace di coinvolgere anche le altre scuole comunali. L’arte è, infatti, un potente strumento per aiutare i bambini a sviluppare la loro creatività e fantasia lasciandoli liberi di esprimersi anche semplicemente osservando un quadro. Come l’opera, esposta all’ingresso del Museo, raffigurante una bambina che guarda il mare. In un solo sguardo, ognuno trova la propria lettura. Un modo diverso ma altrettanto efficacie di educare le generazioni future”.

Così, a partire dal 5 dicembre, i piccoli del Santa Marta, distribuiti in tre gruppi e accompagnati dal personale scolastico, verranno accolti fin dalla mattina dagli operatori culturali del Museo per bambini e nell’arco della giornata, che seguirà comunque la routine scolastica, parteciperanno a laboratori di didattica dell’arte.
Il fine è anche quello di abituarli a un abitare la città, in questo caso il complesso museale, come luogo familiare, di gioco e non estraneo al loro mondo.

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