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Presentato il cartellone di eventi per la Giornata dell’8 marzo

LE STORIE DELLE DONNE, UN MESE DI APPUNTAMENTI IN TUTTA LA PROVINCIA DI SIENA NARRAZIONE COLLETTIVA CON NUOVI LINGUAGGI E NUOVI SGUARDI

Il cartellone è il frutto di un lavoro condiviso tra la Provincia, i Comuni, gli enti e le associazioni del territorio senese, che non si esaurisce nelle iniziative in occasione dell’8 marzo, ma che rappresenta una modalità di relazione e di lavoro di rete

Siena, 28 febbraio 2024 – “Le storie delle donne” intese come contenitore di tante e diverse narrazioni dei mondi di donne, le storie individuali e collettive che fanno la Storia.

E’ quest’anno il filo conduttore del cartellone provinciale dell’8 marzo 2024, il cartellone provinciale che, in un gioco di rimandi e rilanci, si interseca con i cartelloni locali dando vita ad un mosaico di eventi che rappresentano l’attenzione dei territori alla promozione e all’attuazione del principio di parità, la loro vivacità e innovatività, proponendo nuovi linguaggi e nuovi sguardi.

Una serie di eventi in programma dal 1° marzo al 6 aprile su tutta la provincia di Siena. Il cartellone è il frutto di un lavoro condiviso tra la Provincia, i Comuni, gli enti e le associazioni del territorio senese, che non si esaurisce nelle iniziative in occasione dell’8 marzo, ma che rappresenta una modalità di relazione e di lavoro di rete che, oramai da tempo, vede sui temi delle politiche di genere e della promozione dei diritti uno stretto e proficuo rapporto tra pubblico e privato sociale.

“Anche quest’anno – sottolineano la consigliera Rossana Pallassini e la consigliera di parità Lucia Secchi Tarugi – un cartellone ricco di eventi e iniziative, che abbiamo, e usiamo il plurale proprio per sottolineare che si è trattato di un scelta, al termine di un percorso di condivisione e riflessione collettiva, voluto intitolare: Le storie delle donne, perché di fatto i tantissimi eventi presenti non fanno altro che raccontare storie di donne, storie individuali e collettive, che hanno fatto la storia, ma che spesso,  proprio perché storie di donne, sono state ai margini, sono narrazioni dagli interstizi. Spesso la narrazione ufficiale, legittimata dalla voce del patriarcato, isola ciò che sta ai margini, un po’ più in disparte. E le storie delle donne sono spesso storie ai margini, negli interstizi, appunto, che costituiscono quasi una un contro-narrazione, che scardina la rappresentazione piana, univoca, bidimensionale del mondo.

Ma soprattutto sono narrazioni di storie, che per noi hanno un grande valore performativo, in grado non solo di immaginare e costruire cambiamenti, ma di produrre quella trasformazione culturale necessaria per avere un mondo a misura di donne e uomini e dar vita ad altri processi di soggettivazione.

Sono storie raccontate con tanti linguaggi diversi, le parole, sicuramente, ma anche il teatro, la musica, il trekking, il cinema”.

Sono storie che hanno al centro i corpi, i corpi delle donne, come nelle iniziative organizzate a Siena il 7 marzo sullo stupro di guerra e il 15 marzo sui disturbi del comportamento alimentare, e ancora a quella organizzata a Montepulciano l’8 marzo sul binomio corpo e mente.

Storie ed eventi che ripercorrono i diritti conquistati e spingono per quelli ancora da rendere effettivi: l’istruzione, il lavoro, l’affettività, la sessualità, la partecipazione politica e sociale. Se ne parlerà l’8 marzo a Sarteano in una conversazione a più voci e a Siena con riferimento alle “donne di scienza, di arte e di pensiero”.

Sono storie che parlano della memoria e della sua attualità, come l’incontro tra Lia Levi, testimone dell’olocausto e le studentesse e gli studenti delle scuole di Montalcino, la mattina dell’8 marzo; la lezione in onore di Virginia Woolf, il 12 marzo, che è ispirata all’eroica resistenza delle donne etiopi contro il feroce colonialismo italiano, e gli spettacoli teatrali dell’8 marzo a Sarteano “La ianara” che parla di streghe, ianare, masciare,  il 17 marzo a Castiglione d’Orcia  “Il bignamino delle donne” e il 21 marzo a Castelnuovo Berardenga “L’hai voluta la bicicletta? Pedala. Storie di resistenza”.

Sono storie che parlano della cura, della volontà di prendersi cura non solo dei bisogni, ma dei desideri e delle libertà, come ci ricordano gli eventi senesi: quello del 3 marzo “Mille sfumature di libertà”, quello del 15 marzo sulle rivoluzioni transfemministe e quello del 23 con letture di “Piccole storie di destini e di rivolte”.

Sono storie che raccontano l’assenza e la trasparenza delle donne: il 9 marzo a Cetona si parla dell’invisibilità delle donne nell’arte, e il 12 marzo a Poggibonsi, con il libro “Voci e parole contro l’invisibilità”, ma se ne parla anche il 9 marzo a Montalcino rispetto al gender gap nel campo del cantautorato.

Ma sono anche molte le storie che parlano dei successi e delle “visibilità” delle donne: si comincia il 1° marzo a Siena con la presentazione del libro sulla leadership femminile, si prosegue l’8 marzo a Siena con l’incontro “Donne di oggi”, a Chiusi con la tavola rotonda sulle donne nel lavoro, nello sport e nello spettacolo, a Pienza con il ricordo della Sindaca Vera Petreni, e a Sinalunga con la rappresentazione di Lisitrata e il suo sciopero delle donne, mentre il 9 marzo a Poggibonsi troviamo “Donne Fiere” e a Colle Val d’Elsa le donne raccontano come vincono i pregiudizi di genere nel lavoro e nella società.

Sono storie che si raccontano anche passeggiando, a Siena con il trekking urbano teatralizzato il giorno dell’8 marzo e a San Casciano dei Bagni il 9 camminando verso il “santuario ritrovato”. 

Sono storie che raccontano anche il quotidiano e inaccettabile orrore della violenza maschile contro le donne: l’8 marzo la compagna teatrale della Casa di reclusione di San Gimignano propone una riflessione tutta al maschile sulla violenza contro le donne espressa attraverso piccoli monologhi ‘dialoganti’ con le vittime di femminicidio; sempre l’8 marzo a Chianciano si presenta il libro “Le parole giuste. Come la comunicazione può contrastare la violenza maschile contro le donne”.   

Sono storie che si “proiettano”: 4 i film nel cartellone: “Dieci minuti” di Maria Sole Tognazzi a Poggibonsi l’8 marzo, “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì a Serre di Rapolano sempre l’8 marzo, “We want sex” di Nigel Cole a Piancastagnaio il 16 marzo e “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi a Chiusi il 6 aprile.

Tra queste storie, ci sono poi quelle che si raccontano a tavola, e così le storie si intrecceranno l’8 marzo a Siena alla cena femminista al Circolo Arci di Ravacciano.

Una storia, quella del nostro cartellone, fatta di incontri, presentazioni di libri, momenti di confronto e approfondimenti, arte, teatro e cultura, che attraversa l’intero territorio provinciale, e che è arricchita dai vari cartelloni locali, a loro volta pieni di parole, di voci, di sguardi, di storie.

Il cartellone di tutte le iniziative organizzate su tutto il territorio provinciale è disponibile sul sito istituzione www.provincia.siena.it e sulla pagina Facebook dedicata Cartellone provinciale 8 marzo del territorio senese.

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