Out of Nature: Il Barbiere di Siviglia

ACCADEMIA CHIGIANA

Chigiana International Festival & Summer Academy 2019
Out of Nature
Siena, 6 luglio – 31 agosto 2019

presenta

Il Barbiere di Siviglia (G. Paisiello)
Giovedì 25 luglio 2019, Teatro dei Rinnovati, ore 21.15

Una produzione dell’Opera-Laboratorio dell’Accademia Chigiana

Libretto di Giuseppe Petrosellini (tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais)

Realizzazione in forma semi-scenica
Versione ridotta per quartetto d’archi e fortepiano

ANGELO MICHELE ERRICO fortepiano e concertazione
CESARE SCARTON regia
SILVIA ALÙ assistente alla regia

WILLIAM MATTEUZZI docente del corso di Canto e coordinatore

In collaborazione con il Teatro Coccia di Novara

Giovedì 25 luglio 2019, Teatro dei Rinnovati, ore 21.15
Palazzo Pubblico, il Campo, Siena

Biglietti in vendita al ChigianArtCafé di Palazzo Chigi Saracini (tutti i giorni dalle 10 -18) e la sera del concerto fino ad apertura sala, e online al link: http://www.chigiana.it/acquista-i-biglietti-2/
Prezzi – Posti non numerati: interi 18 euro, ridotti 10 euro
Info: tel. + 39 0577 22091 –  www.chigiana.it – Prenotazioni : 333.9385543


Giovedì 25 luglio, ore 18.30, Complesso Museale S. Maria della Scala
Ingresso libero e gratuito – Segue aperitivo

Giovedì 25 luglio, alle 21.15 al Teatro dei Rinnovati, l’Accademia Chigiana di Siena attraverso il suo opera – laboratorio, animato dalle voci degli allievi del corso di alto perfezionamento in Canto di William Matteuzzi, allestisce quello che in ambito lirico è unanimemente considerato il “padre” di tutti i “Barbieri”: il Barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello, dramma giocoso in quattro atti, su testo di Giuseppe Petrosillini, dall’omonima pièce di Beaumarchais, tanto amato dai suoi contemporanei, al punto d’essere riuscito a oscurare la prima esecuzione pubblica della successiva versione di Rossini.

Coadiuvati dalla regia di Cesare Scarton, e con al fortepiano, Angelo Michele Errico, maestro concertatore,  la compagnia mette in scena l’opera in una forma semi-scenica destinata ad approdare in teatro, nella stagione 2019-2020, grazie alla collaborazione del Teatro Coccia di Novara.

Era il 15 settembre 1782 quando al teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo andava in scena la prima del Barbiere di Siviglia. Sotto il governo illuminato di Caterina la Grande, la musica italiana continua a ottenere accoglienza e lo stesso Paisiello vi lavora sin dal 1777. Il Barbiere è un’opera buffa, su libretto di Giuseppe Petrosellini, che deriva dalla celebre commedia di Beaumarchais, Le barbier de Seville, che tanto successo aveva ottenuto qualche anno prima alla Comédie-Française. Successo di scandalo e legato alle componenti “rivoluzionarie” di un testo che promuove con forza l’emancipazione servile, le critiche all’aristocrazia, le rivendicazioni di classe. Testo improponibile, sia pure per l’illuminata Caterina, che – in effetti – viene sottoposto a tagli e impietosi ridimensionamenti. Ogni traccia di satira sociale è esclusa e tutto confluisce nell’alveo ben più rassicurante dell’opera buffa napoletana. La vicenda ripropone il consueto diverbio fra il vecchio Tutore un po’ sciocco (Bartolo) e la coppia dei giovani (Rosina e Lindoro), coadiuvati dal brillante Figaro. Don Basilio, maestro di musica, non è altro che uno dei propulsori all’azione, come nel caso del Quintetto dell’Atto II, in cui il suo inopportuno sopraggiungere getta tutti i presenti nella confusione e nell’ansia. Don Basilio, semmai, sempre attento al tema del denaro, costituisce una leggera spia di un mondo che sta inesorabilmente cambiando e in cui il fascino dei soldi acquista uno spazio sempre maggiore (e anche Figaro ne è un rappresentante simbolico).

Da un punto di vista musicale, Paisiello riprende le tipologie formali note della commedia in musica del secondo Settecento. L’aria iniziale di Figaro, «Scorsi già molti paesi», non è altro che un omaggio all’aria di catalogo, sublimata poi nel Leporello mozartiano. L’aria della calunnia di Basilio conferma il carattere imitativo delle arie di paragone («La calunnia, mio signore»). Gli interventi del Conte di Almaviva, dalla serenata ai numerosi pezzi di insieme, suggeriscono una vocalità tenera e innamorata, nel più perfetto stile galante dell’epoca. Un carattere caleidoscopico rende, invece, la parte di Rosina assai variegata e mobile. Si passa dal canto elegiaco della sua cavatina («Lode al ciel») alla scena della lezione, con l’arietta che suggerisce un confronto storico con il recente passato (il primo Settecento) e provoca un effetto di distanziazione storica oltre che emotiva: il mondo di Don Bartolo è davvero vecchio e superato (e la Seguidilla da lui ballata ne è un esempio lampante). Insuperato rimane il Terzetto dell’Atto I fra Bartolo, lo Svegliato e il Giovinetto: le domande del Tutore rimangono inascoltate, sostituite dagli sbadigli dell’uno e dagli starnuti dell’altro. Una gag musicale che neppure Rossini volle emulare nel suo ben più celebrato Barbiere (1816). Si noti, tuttavia, che la struttura musicale delle arie e dei numeri chiusi non contempla mai l’antico daccapo: sono moduli monotematici, spesso sostenuti da un accompagnamento semplice e ripetitivo. Come ci suggerisce subito la Sinfonia iniziale, a predominare sono le logiche paratattiche, prive di sviluppo, in nome di una chiarezza comunicativa che diviene l’emblema stesso dell’Illuminismo musicale italiano.

Il Chigiana International Festival & Summer Academy 2019 si dispiega in un cartellone di 60 eventi – concerti sinfonici, corali, recital e incontri – dal 6 luglio al 31 agosto, nelle più suggestive location della città di Siena e delle Terre Senesi, in cui a fianco ai più affascinanti artisti e interpreti della scena musicale contemporanea mondiale – Lilya Zilberstein, Fabio Luisi, Salvatore Sciarrino, Mari Kimura, Manu Delago, Kassel Jaeger, Antonio Caggiano e il Chigiana Percussion Ensemble, Anton e Daniel Gerzenberg, Monica Bacelli, il Quartetto Noûs, il Quartetto Prometeo, Stefano Battaglia, Ernst Reijseger, Ivo Nilsson, Kathleen Tagg, Patrick Gallois, David Krakauer, Alessandro Carbonare, David Geringas, Antonio Meneses, Salvatore Accardo, Elliot Fisk, Christian Schmitt, Pino Ettorre, Bruno Giuranna – affiorano i volti della scena concertistica emergente, provenienti da oltre 50 nazioni, che collaborano alla realizzazione di una manifestazione unica in cui alta formazione, produzione e grande spettacolo diventano una cosa sola.

Il Chigiana International Festival & Summer Academy 2019 è realizzato con il sostegno determinante della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana, Banca Monte dei Paschi di Siena, Lega del Chianti, Comune di Siena, Opera della Metropolitana e Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, Complesso Museale Santa Maria della Scala, Siena Parcheggi, Finanziaria Senese di Sviluppo, Ferrovie dello Stato, Rotary Club Siena Est e  Rotary Club Siena. Inoltre, per alcuni specifici progetti, si ringraziano l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri di Siena, l’Associazione Siena Jazz, l’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci, i Conservatori della Toscana, Inner Room Siena, i Comuni di Castellina in Chianti, Sovicille, Murlo e Colle Val d’Elsa, il Parco delle Sculture del Chianti, l’Associazione Culturale E20 Virtus di Poggibonsi, il Festival Quartetto d’Archi di Loro Ciuffenna, la Compagnia Corps Rompu, l’Associazione Amolamiaterra, l’Associazione Le Dimore del Quartetto, le residenze Campansi e Villa I Lecci. Si ringraziano in modo particolare Confindustria Toscana Sud, l’Associazione Nazionale Anziani Pensionati di Confartigianato e gli altri membri dell’Albo d’onore, oltre che tutti gli Amici della Chigiana, per il caloroso e generoso sostegno riservato all’Accademia.

Media partner del Chigiana International Festival 2019 sono Trenitalia, Classica HD, Amadeus, La Nazione QN, RadioSienaTV e SienaNews. Si rinnova anche quest’anno la collaborazione con Radio 3 Rai e Radio Classica Rai che trasmetteranno alcuni dei più importanti concerti del Festival.

BIOGRAFIE COMPLETE

Tenore bolognese, William Matteuzzi sviluppa quelle qualità tecniche che lo porteranno ad essere una delle colonne portanti della “Belcanto Renaissance” maschile mondiale. Debutta a Milano con Manon di Massenet. Da quel momento in poi debutterà in oltre cento ruoli che attraversano un lasso di tempo stilistico molto vasto: da Monteverdi a Stravinskij, dal Recitar cantando al Belcanto, dal romantico fino al moderno. Nel 1980 ha vinto il Concorso Enrico Caruso. Ha debuttato al Metropolitan di New York nel 1988, nel ruolo del Conte d’Almaviva nel Barbiere di Siviglia. L’ampio repertorio comprende oltre cento ruoli delle epoche più diverse: dal Recitar cantando al Belcanto, dal romantico fino al moderno. È inoltre uno specialista rossiniano. L’estensione eccezionale, che gli permette di raggiungere il fa sovracuto a voce piena, gli ha consentito di riprendere in modo integrale alcuni ruoli in opere che furono dei puri tenori contraltini, come Giovanni Battista Rubini e Giovanni David. La sua discografia operistica è alquanto vasta. Ha inciso inoltre diversi recital d’arie d’opera, da camera e antiche. Anche l’attività concertistica è molto densa, con moltissimi recital tenuti in tutto il mondo. Si dedica anche all’insegnamento, tenendo masterclass di tecnica vocale e interpretazione belcantistica in Germania, Giappone e in Italia. Insegna all’Accademia Chigiana dal 2016.

Angelo Michele Errico, direttore d’orchestra, continuista, maestro collaboratore di sala e didatta, ha completato il suo corso di studi, negli anni, grazie all’incontro e alla frequentazione di noti interpreti che, direttamente e indirettamente, hanno contribuito a forgiare, consolidare ed arricchire la sua formazione culturale e musicale. Ad integrare la sua preparazione, affronta contemporaneamente studi di canto e di storia e tecnica del belcanto, ricerche sulla prassi esecutiva delle musiche italiane del 700 e dell’800, interpretazione del repertorio lirico, tecnica e stile della vocalità operistica, indirizzando la sua attività nell’ambito dell’esecuzione storicamente e filologicamente supportata.
Nelle sale da concerto, per festival e teatri più noti in tutto il mondo, in qualità di pianista accompagnatore, apprezzato continuista al cembalo e al fortepiano si è esibito in collaborazione con cantanti, direttori, registi e strumentisti di grande fama (Ottavio Dantone, René Jacobs, Jean Christophe Spinosi, Semyon Bychkov, Bruno Campanella, Dmitri Jurowski, Graham Vick, Elio De Capitani, Cecilia Bartoli, Mariella Devia) e svolge l’attività di assistente maestro collaboratore e continuista presso importanti fondazioni, istituzioni concertistiche, teatri e festival. È assistente e continuista per il teatro d’opera di Ottavio Dantone, assistente (vocalcoach/continuista/direttore) di Dmitri Jurowski a Novosibirsk e San Pietroburgo. È docente titolare della cattedra di accompagnamento pianistico presso il Conservatorio O. Respighi di Latina, docente presso l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, la Showa University of Music, Kawasaki, Japan.

Cesare Scarton ha curato, fra le altre, le regie di Il matrimonio segreto di Cimarosa, Lo scoiattolo in gamba di Rota, Così fan tutte di Mozart, La piccola volpe astuta di Janáček, L’heure espagnole di Ravel, Gianni Schicchi di Puccini, L’impresario in angustie di Cimarosa (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, registrate in dvd da Infocamere); Il re pastore di Mozart e Nina ossia La pazza per amore di Paisiello (Festival Le notti di Villa Mondragone); La serva padrona di Pergolesi (Roma, Vilnius, Riga, Tallinn, Kiev, Budapest); L’elisir d’amore di Donizetti e L’italiana in Algeri di Rossini (Teatro Marrucino, Chieti); La Cenerentola di Rossini (Teatro Brancaccio, Roma); Hanjo di Panni, prima esecuzione assoluta (Associazione Nuova Consonanza): dvd a cura di Ema Vinci Records e trasmesso da Sky Classica; Brundibár di Krása e The little sweep di Britten (Teatro dell’Opera, Roma); Fadwa di Scarlato e La stanza di Lena di Carnini (Accademia Filarmonica Romana, prime esecuzioni assolute); L’incoronazione di Poppea e L’Orfeo di Monteverdi (Teatro Due, Roma). Con Fabio Biondi ed Europa Galante ha messo in scena Anna Bolena di Donizetti, registrata in dvd da Dynamic e trasmessa da Sky Classica, e Il barbiere di Siviglia di Paisiello. Ha inoltre curato la regia di Un’infinita primavera attendo di Cappelletto e Carnini (Accademia Filarmonica Romana, prima esecuzione assoluta): dvd a cura dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana; Anna e Zef, su musica di Monique Krüs, prima esecuzione italiana (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in coproduzione con la Nederlands Philharmonic. Degne di nota le regie di I due timidi e La notte di un nevrastenico di Nino Rota (Teatro Flavio Vespasiano, Rieti): dvd a cura di Dynamic; Combattimenti, composto da Orazi e Curiazi di Battistelli, Combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi, Tancredi appresso il Combattimento di Ambrosini (prima esecuzione assoluta; Associazione Nuova Consonanza); La scuola di guida di Rota, Il telefono di Menotti, Bach Haus di dall’Ongaro: dvd a cura di Ema Vinci Records (Teatro Flavio Vespasiano, Rieti). Da ricordare gli allestimenti di Polidoro di Lotti (prima ripresa mondiale, Teatro Olimpico, Vicenza) e Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi (Teatro di Villa Torlonia; prima esecuzione a Roma) e di recente Il giudizio di Paride di Panni (Teatro Palladium, Roma). Ha ideato la drammaturgia de La traviata tra Verdi e Dumas, narrata da Renata Scotto e letta da Milena Vukotić; Čajkovskij e Madame von Meck con Sonia Bergamasco e Giulio Scarpati (Musei Vaticani, Città del Vaticano) e Gala Beethovencon Tommaso Ragno: ambedue i progetti realizzati con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano.

Diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Silvia Alù è impegnata in molte esperienze professionali di regia, assistenza alla regia, assistente di produzione, direzione di palcoscenico, produzione cinematografica. Ha lavorato in produzioni in molte delle principali sedi italiane, quali Politeama di Palermo, Auditorium Parco della Musica di Roma, Teatro Due di Roma, Teatro Brancaccio di Roma, Teatro Nazionale di Roma, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Flavio Vespasiano di Rieti. Inoltre è attrice in diversi spettacoli teatrali, fiction televisive, documentari, videoclip, web series, lungometraggi, spot, radio drammi e cortometraggi.
Il Bresler Quartet è un giovane quartetto d’archi che prende il nome dal suo primo mentore, Sergei Bresler (violinista e membro fondatore del Jerusalem Quartet), il quale ha subito notato il potenziale dei musicisti e li ha ispirati ad intraprendere la scelta di rendere la musica per quartetto parte della loro vita.
Il Bresler Quartet è un quartetto internazionale, composto da musicisti provenienti da Italia, Russia e Polonia. Studiano all’Accademia Walter Stauffer di Cremona, dove si sono conosciuti e dove hanno deciso di formarsi come quartetto. Tutti i loro professori sono rimasti piacevolmente impressionati dal suono unico del quartetto, dalla loro abilità di interpretare stili di musica differenti e dal loro veloce apprendimento durante le lezioni.
Riconosciuto come ensemble talentuoso e pieno di prospettive, il quartetto, con il suo vasto repertorio che abbraccia diverse epoche, ha suonato in tutta Europa, ed è stato ascoltato e seguito da Maestri come Salvatore Accardo, Bruno Giuranna, Mikhail Zemtsov, Timur Yakubov ed Antonio Meneses, con il quale ha avuto l’opportunità di suonare in concerto durante il Festival Omaggio a Cremona. Nel 2017, i musicisti hanno partecipato al Zeist Muziekdagen Festival, che si tiene nella città di Zeist (Olanda), durante il quale hanno avuto modo di collaborare con i membri del Jerusalem Quartet, del Schumann Quartet e del Sitkovetsky Trio.

Paolo Mascari nasce a Roma nel 1997. È studente del Conservatorio Ottorino Respighi di Latina. Inizia lo studio del canto all’età di 17 anni, e da allora ha preso parte a molte rappresentazioni e concerti nel territorio pontino. Interpreta opere di Verdi, Donizetti, Bellini, Rossini e altri grandi autori. Nel 2017 prende parte a due concerti in Libano, a Zaarour e a Diman, nella residenza del Patriarca, interpretando arie e duetti da La Sonnambula e Il campanello.
Nel maggio 2019 debutta il ruolo di Edoardo ne La cambiale di matrimonio, produzione del Conservatorio di Latina, sotto la direzione di Angelo Michele Errico e la regia di Domenico Colaianni.

Fiorenza Maione nasce nel 1996 a Latina dove attualmente frequenta il Biennio di II Livello nella classe di Violoncello presso il Conservatorio Statale Ottorino Respighi. Inizia lo studio del canto lirico all’età di 16 anni sotto la guida del soprano Mariangela Cafaro e si perfeziona con il tenore William Matteuzzi e il contralto Bernadette Manca di Nissa. Nel 2016 viene ammessa al corso di Canto lirico con William Matteuzzi presso l’Accademia Chigiana di Siena, corso che frequenterà anche nel 2017 e nel 2019. Nel 2017 si esibisce come solista a Łódź, Polonia. Nel febbraio del 2019 interpreta il ruolo di Rosina ne Il Barbiere di Siviglia di Paisiello diretto da Richard Barker presso il National Centre for the Performing Arts di Pechino.

William Hernández si è formato all’Universidad de Costa Rica e al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Considerata una delle più brillanti voci della sua generazione, si è esibito in prestigiose sedi internazionali, quali Teatro del Maggio, Auditorium Rai Toscanini, Carnegie Hall, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Verdi di Firenze, Teatro Sociale di Mantova, Teatro Argentina di Roma, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro Verdi di Pisa.

Giacomo Nanni nasce a Roma; dopo gli studi iniziali del pianoforte e del violino intraprende quello del canto. Attualmente studia al Conservatorio S. Cecilia di Roma. Intensa è la collaborazione con Concerto Romano, ensemble diretto da Alessandro Quarta dedito alla riscoperta del repertorio barocco. Oltre che in importanti palcoscenici italiani, si esibisce all’estero, in paesi quali Norvegia, Germania, Algeria. Ha inciso per Dynamic.

Interprete giovane ma professionista già in carriera, Carmine Giordano appare in molte importanti produzioni nazionali. Tra queste, si cita: Le gare generose di Paisiello, La cambiale di matrimonio di Rossini al Giovanni Paisiello Festival. Si è cimentato inoltre in esecuzioni di musica vocale, sacra e profana, di autori soprattutto italiani del Settecento e dell’Ottocento.

Jiangchen He è nato in Cina. Ha studiato canto lirico occidentale presso il Conservatorio statale di SiChuan, in cui ha partecipato a parecchi concerti e ottenuto alcuni premi. Nel 2015 ha iniziato a studiare nel Conservatorio G. Braga di Teramo con Eleonora Contucci, partecipando a molti concerti. Attualmente studia presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna con Tiziana Tramonti.

Marco Barbon si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto. Oltre a numerosi concerti in veste di pianista solista e accompagnatore, ha partecipato a masterclass e corsi di perfezionamento. Ha inoltre studiato musica da camera e liederistica con Filippo Faes. Ha partecipato a molte masterclass e lezioni di direzione di coro, canto e vocalità. Collabora inoltre come cantante solista e corista con vari cori e ensemble vocali di grande fama.

Alessio Fortune Ejiugwo nasce a Poggibonsi. Studia presso Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci a Siena sotto la guida del mezzosoprano italiano Laura Polverelli, iniziando un’intensa attività concertistica che lo vede protagonista in ampi repertori che arrivano fino al jazz. Studia inoltre con Patrizia Ciofi, Gloria Fabuel, Victoria Manso, Elizabeth Norberg Schulz, Yvonne Naef, Gianfranco Montrésor, e il direttore d’orchestra italiano Renato Palumbo. Nel 2019 è allievo di William Matteuzzi presso l’Accademia Chigiana di Siena.

PROGRAMMA

OFF THE WALLS

Giovanni Paisiello
Tarano 1740 – Napoli 1816

Il barbiere di Siviglia, ovvero La precauzione inutile

libretto: Giuseppe Petrosellini
(tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais)

Realizzazione in forma semi-scenica
Versione ridotta per quartetto d’archi e fortepiano

personaggi e interpreti

Il Conte d’Almaviva 
Paolo Mascari tenore

Rosina
Fiorenza Maione* soprano

Bartolo
William Hernández basso (buffo)

Figaro
Giacomo Nanni baritono

Don Basilio
Carmine Giordano basso (buffo)

Giovinetto e alcade
Jiangchen He* tenore

Lo Svegliato
Marco Barbon basso

Un notaro
Alessio Fortune Ejiugwo* basso

* Allievi del corso di Canto di William Matteuzzi

Bresler Quartet
Maria Diatchenko violino
Chrystelle Catalano violino
Maria Kropotkina viola
Giovanni Inglese violoncello

Angelo Michele Errico fortepiano e concertazione

Cesare Scarton regia

Silvia Alù assistente alla regia

William Matteuzzi docente del corso di Canto e coordinatore

Costumi
Maggio Musicale Fiorentino (g.c.)

La scena si finge in Siviglia

DATA

25 luglio

LUOGO

Teatro dei Rinnovati

INGRESSO

Pagamento

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